INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI – TRE AGEVOLAZIONI A CONFRONTO E LA LORO CUMULABILITA’

Il Ministero dello Sviluppo Economico in questi anni ha messo a disposizione vari strumenti agevolativi per l’acquisto di beni strumentali. In questo articolo approfondiamo tre di questi strumenti e soprattutto verifichiamo la loro cumulabilità.

  1. LEGGE SABATINI

La c.d. “Nuova Sabatini” è l’agevolazione prevista per sostenere gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Beneficiari

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

Sono esclusi dal beneficio le attività finanziarie e assicurative e le attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

Acquisti agevolabili

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”. Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • autonomia funzionale dei beni;
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

Agevolazioni

Le agevolazioni previste sono di seguito elencate:

  1. concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura;
  2. contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

Inoltre, il finanziamento può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

  1. CREDITO D’IMPOSTA PER BENI STRUMENTALI

Il credito d’imposta in oggetto ha l’obiettivo di incentivare le imprese all’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Acquisti agevolabili e beneficio

Il credito d’imposta viene riconosciuto per l’acquisto di:

  1. beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati per i quali viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
    • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 10 milioni di euro.
  2. beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 per i quali viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.
  3. altri beni strumentali materiali per i quali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni.

  1. CREDITO D’IMPOSTA PER IL MEZZOGIORNO

La legge di stabilità 2016 ha istituito un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare del credito d’imposta le piccole e medie imprese che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito di imposta in relazione a progetti di investimento riguardanti l’acquisizione di beni strumentali nuovi e rispondenti agli specifici criteri di ammissibilità

 Beneficio

La misura del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno è pari al:

  • 45% per le piccole imprese;
  • 35% per le medie imprese ;
  • 25% per le grandi imprese.

Tra le misure nel disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e al bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 è stata inserita la proroga al 2022 del Credito d’imposta per gli investimento nel Mezzogiorno.

CUMULABILITA’ DELLE AGEVOLAZIONI

Ai sensi dell’art. 1 comma 192 della L. 160/2019, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.

Con riferimento al credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, questo è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, unicamente se tale cumulo non porta al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline comunitarie di riferimento. La circolare Agenzia delle Entrate n. 34/2016 ha, tra le altre cose, espressamente previsto la possibilità di cumulare il credito Mezzogiorno con la maggiorazione del 40% del costo di acquisto ne degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi prevista dall’art. 1commi 91-94 e 97 della L. 208/2015, vale a dire i super-ammortamenti. Le medesime considerazioni dovrebbero valere anche con riferimento agli iper-ammortamenti.

In virtù di quanto espresso, si ritiene che il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno possa essere cumulabile con il nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali.

È inoltre ammessa la cumulabilità del credito d’imposta per beni strumentali con la “Nuova Sabatini”. Difatti,nella circolare 360/2020 dell’Agenzia delle Entrate, è stato chiarito il credito d’imposta previsto dalla Nuova Sabatini è fruibile unitamente a tutte le misure che, prevedendo benefici applicabili alla generalità delle imprese, non sono da considerarsi aiuti di Stato.

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