RESTO AL SUD E LEGGE DI BILANCIO 2021

La nuova Legge di Bilancio 2021 all’art. 1, comma 170 innalza l’età entro la quale è possibile presentare domanda per beneficiare dell’agevolazione Resto al Sud, portandola a 55 anni, in luogo dei 45 anni previsti dalla previgente normativa. Ricordiamo brevemente cos’e Resto al Sud.

Cos’è

Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria), attraverso un importante aiuto economico per incentivare gli investimenti.

Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Beneficiari

L’incentivo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

Le attività che possono richiedere l’agevolazione sono:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo;
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).

Sono escluse le attività agricole e il commercio.

L’agevolazione

Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni socio, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.


Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale;
  • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

L’agevolazione è così composta:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

Spese ammissibili

Possono essere finanziate le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

Articolo aggiornato, leggi al link:

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